Terra&Acqua n. 2/febbraio 2017. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
Terra e Acqua: Schignano Pasqua, Natal e 'l San Carneval
Tradizioni e maschere del Carnevale di Schignano
 

A Schignano c’è un detto “Pasqua, Natal e ‘l San Carnavaal” che fotografa al meglio quale siano l’attesa e la ritualità che accompagnano il celeberrimo Carnevale.

Qui l’emigrazione ha origini antichissime e le tradizioni rappresentano solidissimi baluardi. Schignano è considerato, a buon diritto, il più francese dei Comuni lariani ed enunciazioni o brevi intercalari come “ça va” o “salut” certificano questo filo diretto.

Anche il Carnevale - secondo taluni - è una trasposizione di questo fenomeno migratorio, con i “Bei” (o “Mascàrun”) e “Brut” che simboleggiano, con le loro movenze accentuate da maschere lignee di raffinata fattura, ricchezza e povertà.

Il “Bel” è colui che ha cercato e trovato fortuna lontano da casa. L’ostentare ricchezza diventa così uno status da esibire in piazza e lungo le vie attraversate dalla “mascherada”.

Al “Brut” la sorta ha invece riservato solo dispiaceri. Per questo si trascina stancamente e spesso ha una valigia vuota come unico bagaglio.

L’unica figura parlante del Carnevale di Schignano è la linguacciuta “Ciocia”, anch’essa trasposizione neppure troppo indiretta dell’emigrazione. È la moglie del “Bel”, che si lamenta della propria condizione ed è tenuta al “laccio” dal marito. Imprèca e cerca di rivalersi, col potere della parola, sul marito che l’ha abbandonata per andare a cercar fortuna.

I “Sapeur”, vestiti con pelli di pecora e la “Sigurtà” sono altre figure di questo Carnevale che inizia allo scoccare della mezzanotte tra il 5 e il 6 gennaio e si conclude alla mezzanotte del martedì grasso con il rogo del “Carlisepp”, un fantoccio che personifica il Carnevale stesso.

L’inizio del “Carnevale di Schignano” coincide con la fine della “Vegèta”, un tempo il saluto dei neodiciottenni al paese prima del “partir soldato”.

Tant’è che i neodiciottenni, il pomeriggio del 5 gennaio, girano per il paese in abiti militari seguiti dalla “Fughèta” (la bandella) e da una lunga processione di parenti e amici. Poi, dopo una serata di festeggiamenti e “munfrine” (i tipici balli schignanesi), ecco a mezzanotte in punto il passaggio del testimone con il Carnevale.


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Tutti in uno stesso posto, tutti in una stessa sera
MILANO
9 GIUGNO 2017
STADIO SAN SIRO

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