Terra&Acqua n. 2/maggio 2016. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
COLICO: UN PICCOLO GRANDE PORTO
Da scalo per la navigazione e il commercio internazionale a meta turistica: la storia di un porto nato nel 1800
 

Che lo si osservi stando a bordo di un battello o passeggiando sul lungolago, è facile immaginare un poeta o un pittore, seduto sull’argine di sassi, in cerca d’ispirazione. 

Contemplare la superficie del Lario dal porto di Colico è qualcosa di suggestivo, con lo sguardo che si perde fra le lievi increspature delle acque e le vette dell’arco alpino. 

Nell’epoca dei Grand Tour, tanti artisti, soprattutto tedeschi, sono passati proprio di qui. La vocazione turistica del lago e delle sue piccole perle ha origine antica, ma luoghi come questo hanno molto spesso una storia più variegata da raccontare. Nato nei primi decenni dell’800, è per volere degli austriaci che la struttura acquisisce importanza e intorno al 1840 diventa uno dei principali scali per la navigazione e il commercio internazionale. Il periodo d’oro, caratterizzato dai battelli a vapore, che diventano simbolo di questi spostamenti di merci e persone, ebbe però fine quando si preferì utilizzare il traforo del San Bernardo. 

Colico e il suo porto tornarono così ad essere soggetti da cartolina. Oggi il porto ha una funzione turistica e questa vocazione all’accoglienza fa sì che Colico sia una meta molto frequentata da sportivi (importanti le scuole di surf, kitesurf, immersione…) e da turisti italiani e stranieri in cerca di armonia e bellezza.


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“Quello che ho visto l’ho scritto su un mantello che ho immerso nel lago e che poi ho steso ad asciugare tra terra e acqua”
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