Terra&Acqua n. 22/settembre 2014. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
CARATE URIO: L'UOMO CHE SUSSURRAVA AI MOTORI
La storia di Dante e della sua autorimessa. Le auto d'epoca saranno esposte durante la data del Terra&Acqua festival.
 
Gettare benzina sul fuoco ma non per provocare liti o quant’altro, ma benzina sul fuoco dei ricordi per riaccenderli, fargli riprendere calore e colore. E di effluvi di carburante il personaggio che vorrei farvi conoscere attraverso le parole che occupano lo spazio di questo foglio ne ha annusati in quantità industriale, fin da piccolo: Franco, all’anagrafe Taroni, cognome dominante nel piccolo centro lacustre di Carate Urio, dove il nostro ha avuto i natali come terzogenito (ul pininn) dopo Piera, che da poco è a contarla su a Gesù, e beniamino. Il padre Dante, ritornato a casa dopo la prigionia il Albania, sente che la sua vita deve rimettersi in “moto” e con grandi sacrifici mette in piedi, pardon, in pista, un’autorimessa con tanto di autonoleggio e successivamente apre uno dei primi distributori di benzina, di fronte alla chiesa parrocchiale. Bel tipo il Dante! Franco mi mostra un cartello degli anni cinquanta dove sono stati elencati tutti i servizi offerti di noleggio, dove spicca, in particolare, la scritta : “Noleggio auto con o senza autista”. All’uso, per il “senza autista” c’era sempre pronta in garage una Fiat 600 (bèla lüstra). L’auto veniva tenuta in rimessa dal Dante, al solo scopo, qualora fosse venuto un cliente, di verificare le capacità dello stesso, nel portare la vettura sulla strada: una specie di esame guida istantaneo. Ci si ricorda di una coppia di sposini, desiderosi di fare un viaggetto romantico sulle strade del lago, ma, vista l’imperizia e la goffaggine del guidatore, dopo le occhiatacce del Dante e la conseguente bocciatura, non potettero farlo. Per chi lo avesse voluto si poteva noleggiare anche una lambretta o un motoscafo. 

Torniamo a Franco e alla sua passione per le vecchie auto e gli altrettanto vecchi motori, una passione che tantissimi in Italia coltivano, ma quello che io vedo nei suoi occhi e sento nelle sue parole è qualcosa che va oltre l’innamoramento che ognuno di noi può provare davanti a queste rappresentazioni del passato. 
La Fiat 500 "giardiniera"
Ed è proprio l’odore di benzina, che nella nostra infanzia rappresentava il salto nel futuro, ad aleggiare nella piccola officina a fronte lago, dove, civettuolamente se ne stanno lì consapevoli del loro fascino: una Fiat BLT (L sta per “lungo”, T per “taxi”) del 1950; di una anno più giovane (1951) una Fiat 1100 ELR. Mette molta allegria la Fiat 500 C BELVEDERE (la popolare “giardinetta”) anno ’54. Più da “dolce vita” la Sider Fiat cabrio 1500 del 1964. A fare da damigelle una Lambretta 150 D e una Moto Morini del ’67. 

Quando Franco, ogni giorno, va a fare visita ai suoi “amori”, è pensabile che sussurri loro quanto è indissolubile il suo rapporto coi motori e viceversa. Le “vecchie signore” si confidano con lui raccontandogli storie e avventure fantastiche. Nell’ultima tappa del “Terra&Acqua Festival” e in occasione della “notte d’oro” di Carate Urio, questi gioiellini faranno la loro comparsa. Alla domanda “qual è il tuo sogno?”, Franco ha un attimo di smarrimento e poi la risposta arriva sicura:”mi piacerebbe che qualcuno dei miei nipoti o pronipoti possa continuare la mia passione”. Ci salutiamo e mentre la saracinesca si chiede lentamente mi sembra di vedere un cenno di intesa tra Franco e le sue “ragazze”.

Vito Trombetta
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