Terra&Acqua n. 11/giugno 2014. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
Uomini nati "in salita"
Dal "paes di sciguett" a quello di "copafoo" un excursus tra storia e leggende sui Comuni e sugli abitanti della Val d'Intelvi.
 
Lasciatemelo dire: la Val d’Intelvi è un angolo di paradiso, dove non manca nulla e come il paradiso è di tutti, aperta a tutti e per tutti. I suoi monti, i verdi pascoli, i sentieri, le passeggiate, i suoi piccoli paesi con le chiese, le piazze e le stradine che si inerpicano tra vecchie case, lavatoi e giardini fanno di questa valle una realtà a misura d’uomo. A tutto questo vanno aggiunte le tradizioni, i costumi e le manifestazioni, ma anche la conservazione di un dialetto e di un passato che ha fatto storia e scuola alle nuove generazioni, tramandando fatiche, viaggi e canzoni che spesso riecheggiano nei pascoli, nelle strade o tra i tavoli imbanditi di piatti della cucina locale e vino sincero, innaffiati da cori e strumenti di "fughete" improvvisate o di una chitarra che accomuna sorrisi e illusioni…insomma una valle fatta da uomini rustici, nati in salita.

Questa frase me la disse tanti anni fa un uomo molto saggio e schietto. Aggiungendo: "Sei fortunato a vivere in valle dove si fatica e si cammina non sempre...in piano". E poi ci sono i paesi. Nella nostra verde valle, ci si arriva partendo da Argegno - "paes di Sciguett", loro che hanno il lago a portata di mano; quindi a Muronico, frazione di Dizzasco - "paes di asen" da cui nasce l'ormai celebre festa estiva. Si arriva a Castiglione d'Intelvi, dove i "goss" detenevano, non solo metaforicamente, ai tempi la pretura e le carceri. Si sale e s’arriva a San Fedele, "paes di lapacc", centro della Valle coi suoi negozi, banche, cinema e alpeggi, senza dimenticare la bellissima gemma di Erbonne. Ecco Pellio - "fasulun" quelli di Pellio sopra, "balabiott" quelli della parte sotto - con i suoi ritrovi ed i ricordi del “Gatto e la Volpe”, noto locale degli anni Ottanta di noi, allora, giovani. Si sale e si finisce in alto a Lanzo, "paes di pulentun", con Scaria "i giudee" ed il suo museo.
 Lanzo disseminato di ville storiche, un golf, il tennis che vide negli anni cinquanta racchette e personaggi famosissimi dell’èlite non solo italiana, l’indispensabile clinica, le piste da sci, centri ippici e la vetta della Sighignola col suo stupendo "terrazzo naturale".

Scendiamo un po’, a Ramponio, "paes di can e gatt" e Verna, che offre una bella vista su lago di Lugano ed il museo del Gauli, alpino, grande artista e pittore. Ecco poi Laino - "paes di mazaprevatt" - col suo storico palazzo Scotti, poi torniamo in alto a Ponna, "paes di mocc". Citiamo poi Pigra,"paes di gambitt", con la sua funivia mozzafiato che si tuffa ad argegno.Ritorniamo verso quel di Blessagno, "paes di gambitt". Avanti tutta e s’arriva a Casasco, "paes di copafoo" (spararono ai faggi scambiati per "omann" ). 

E come tutte le salite poi si scende e s’arriva a Veglio,frazione del paese di Cerano,divisi in baja,spazacamin e picciai; da lì eccoci a Schignano, il paese del famoso Carnevale e dei suoi mascherai; i "barioo", cosi sono detti gli abitanti,con le sue tradizioni più forti e sentite della Valle, i suoi emigranti ed il suo parlare intinto di buon vecchio francese. Tutti loro - gli abitanti dei paesi della Val d'Intelvi - hanno il passo sicuro di va in salita.

Pompeo Peduzzi
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