Terra&Acqua n. 10/maggio 2014. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
MILANO: DAVIDE VAN DE SFROOS OSPITE DEL CONCERTO IN PIAZZA DUOMO
Una "Ninna Nanna del Contrabbandiere" inedita e commovente durante lo spettacolo della Croce
 
Come una chiamata personale. Almeno, così a me è parso. 8 maggio 2014: su un quotidiano locale mi si presenta davanti agli occhi, un articolo inerente a un evento che avrebbe avuto svolgimento la sera stessa a Milano in piazza Duomo. Mi viene in mente che la pubblicità dello stesso avvenimento la vidi, fugacemente “zappingando”, su una televisione privata. Il titolo della manifestazione aveva tutti i prodromi dell’invito: ”Venite a vedere questo spettacolo”. 

Sull’articolo del giornale c’era la descrizione dettagliata dell’intero programma della serata, voluta dal Cardinale Scola, con l’organizzazione dell’Arcidiocesi meneghina e patrocinata dalla Regione Lombardia. Scorrendo i nomi degli artisti e intellettuali che avrebbero animato lo spettacolo, lessi che ne facevano parte anche due carissimi amici in particolare, Davide Van De Sfroos e Luca Doninelli, e quindi, si fece strada in me la convinzione che quello era un appuntamento assolutamente imperdibile.

Un altro motivo per non mancare, poteva essere, anzi lo era, l’esposizione pubblica del Sacro Chido della Crocifissione di Gesù, incastonato nella croce di San Carlo Borromeo. Essendo io, nativo di Torno, dove fin da piccolo ho sempre sentito l’importante presenza di un altro dei chiodi che lacerarono le carni del Messia, mi sentivo il naturale rappresentante di quella reliquia tornasca, quasi un ambasciatore. Caricata la bicicletta nel bagaglio dell’auto, sono partito il tardo pomeriggio alla volta del capoluogo lombardo. Che sarebbe stata una rappresentazione inusuale, ne ebbi subito vaghezza. 

Giunto in piazza, c’erano le prove delle varie esibizioni e colsi all’istante lo spirito religioso, il senso di comunione che univa i cantanti, gli attori, i musicisti. Nel frattempo il buio aveva preso il sopravvento e si avvicinava a grandi passi l’ora d’inizio della spettacolare kermesse. Sul sagrato i tecnici mettevano a punto tutta la strumentazione e la facciata del Duomo inondata di luce. Woow!

Le prime parole non potevano appartenere che alla voce del Cardinale. Un abbraccio verbale rivolto al numerosissimo pubblico presente e alla Croce, autentica “guest star” (che, accompagnata da una breve processione era apparsa in tutto il suo splendore sul proscenio). 
Le note di “Pop and Circumstance March, op. 39 n.1” di Edward Elgar, per coro (Song, e da camera Hebel) e orchestra (FuturOrchestra) sotto la direzione del maestro Alessandro Cadario, davano il là a tutte le canzoni, i monologhi, e altri pezzi per orchestra, tenuti insieme (nomen omen: regia di Andrea Chiodi) dal fil rouge di letture tratte dal Vangelo di Luca.

Di grande suggestione e di forte impatto emotivo le interpretazioni di Pamela Villoresi (“Interrogatorio a Maria” di Testori: “Muore nei giovani traditi/nei giovani accecati/nei dannati all’eccidio, alla demenza/ per vostra improvvidenza/ o per guadagno di forza e di potere…) e di Massimo Popolizio (da “I promessi sposi” di Manzoni, “La conversione dell’innominato”: «Dio! Dio! Dio! Se lo vedessi! Se lo sentissi! Dov’è questo Dio?»). E che dire della testimonianza di Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, assassinato nel ’72 a Milano; un salto all’indietro nell’inferno metropolitano di quei giorni. Poi, quasi a squarciare il velo di commozione, le performance di Di.Vu.Di.Esse (pensare quante volte ho ascoltato la “Ninna Nanna del contrabbandiere”, ma così sublime, riccamente adornata da coro e orchestra, non l’ho mai sentita) e di Poretti, il Giacomo che con Aldo e Giovanni forma il famoso trio di comici (spassosissimo il ringraziamento a Dio, che fra le altre cose ha creato anche capitan Zanetti..)

La serata si conclude, e non poteva essere altrimenti, con la benedizione impartita dal Vescovo. Con la testa e con il cuore stracolmo di sensazioni, mi sono messo sulla via del ritorno, accompagnato dalle parole dell’Evangelista Luca, 23,49: “Anche tutte le folle che erano accorse a questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano perquotendosi il petto”.

Vito Trombetta
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