Terra&Acqua n. 10/maggio 2014. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
MINIMA INTINERA: IL VIAGGIO TRA LE OPERE D'ARTE DI POGNANA LARIO
Undici maestri d'arte aderirono al simposio di scultura nel 1986
 
Una delle sculture di Pognana
POGNANA LARIO - Pognana, paese di cave, di cavatori e scalpellini. Mio papà nacque in questo borgo, distante 12 km da Como, e la sua figura era la figura di un uomo che aveva maneggiato, da muratore, tutta la vita pietre, d’altronde non poteva che essere così, visto che suo padre era proprietario di una cava. Fino a qualche tempo fa, una discreta parte delle famiglie pognanesi traeva sostentamento dalla lavorazione del cosiddetto “sasso di Moltrasio”. E quindi, nell’ormai lontano 1986, venne naturale, ad alcuni artisti locali, di organizzare un simposio di scultura.

L’invito fu rivolto ad autentici “maestri” di arte contemporanea e aderirono in undici: cinque italiani (Bruno Luzzani, Michele Benedetto, Mario Fruendi, Villi Bossi, Massimo Ballabio), due giapponesi (Kenji Takahashj, Michiko Nakamichi), un sudcoreano (Kim Chang Gon), un californiano (Chares Kibbj), un rumeno (Alexandru Calinescu Arghira), un olandese (Hans Reynders). 
Un'immagine dell'imbarcadero di Pognana Lario
Dal 29 agosto al 7 settembre di quell’anno, in uno spazio all’aperto, concesso dal Comune, sotto mani esperte a colpi precisi di martello, scalpello e assordanti ronzii di flessibile, enormi massi di “pietra dorata” (si tratta di una particolare arenaria, proveniente da una cava in provincia di Grosseto, molto malleabile e dai colori simili al legno usata anche come rivestimento, vedi Casinò di Campione e Aeroporto Malpensa), si trasformarono in sorprendenti capolavori delle più svariate forme che da allora adornano alcuni angoli del comune lariano. Collocate in un’ampissima porzione di territorio si integrano perfettamente con l’atmosfera originariamente rurale del piccolo centro abitato. Ogni scultura sprizza fascino e racconta quello che l’artista ha voluto dire, insinuandosi, una volta allontanatisi, nel nostro capire. Queste opere d’arte sono ancora in un discreto stato di conservazione, e si possono visitare liberamente. 

L’itinerario suggerito ha come punto di partenza l’imbarcadero dove sulla punta del piccolo molo, si erge una di queste installazioni. Da lì ci si inerpica (inerpicarsi è il verbo esatto, poiché Pognana ha delle belle pendenze ragguardevoli, talmente ragguardevoli che alle galline dovevano mettere le mutande, perché una volta fatto l’uovo, questi non rotolasse. Così diceva mia madre, prendendo in giro mio padre) fino alla parte del paese dove seguendo l’indicazione “Sculture” si possono ammirare tutte le altre opere. Percorso leggermente faticoso ma che rimarrà “scolpito” per sempre nella mente. E va beh!!

Vito Trombetta
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