Terra&Acqua n. 4/febbraio 2014. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
LA STORIA DEL GIARDINO DELLA VALLE IN 15 MINUTI
A Cernobbio il primo "minima itinera" proposto dal poeta Vito Trombetta
 
Una veduta del Giardino della Valle
CERNOBBIO - E’ vero che più chilometri si fanno, più cose si imparano, ma è altrettanto vero che, come dice Lao-Tze: “Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un passo”, e quindi, al di là della valigia stipata di immagini di un giramondo o dello zaino affardellato di ricordi del pellegrino, vorrei raccontare e farne partecipi i lettori, di alcuni “minima itinera”, che pur risolvendosi in un “amen”, hanno il pregio (vista l’esiguità del perimetro) di essere percorsi più volte ed ogni volta in maniera diversa. 

Perciò, mettiamo al bando mappe e contapassi e l’orgoglio di “chi ce la fa”, e accontentiamoci per un attimo (forse due..) di goderci un momento di pura bellezza senza fare eccessiva fatica, e come primo mini-itinerario, suggerirei di recarsi al “Giardino della valle” di Cernobbio. Il luogo è confinante col parco dell’Hotel Villa d’Este e si trova a fianco (anzi, ne è attraversato) del torrente “Garrovo” che tradotto in dialetto “gàruf” significa disordine, e infatti fino a una trentina di anni fa, i rovi, le sterpaglie e l’immondizia la facevano da padroni. 

Ma un giorno (eravamo all’inizio degli anni ’80 e la vicenda assume i contorni della favola) una nonnina, Pupa Frati, dall’aspetto fragile ma dal carattere granitico, per superare momenti dolorosi della sua vita (la perdita di una figlia) decise di trasformare quell’“horror naturalis” in un giardino botanico che potesse esser frequentato da tutti. Andò dall’allora sindaco di Cernobbio e gli fece richiesta d’affidamento di quel poco appetibile sito. Sfoltendo, dissodando, seminando giorno dopo giorno, l’olezzante discarica smise i panni lerci e si rivestì con quelli più colorati e profumati di una natura letteralmente rifiorita.
Pupa Frati, autrice della riqualificazione dell'area
 Attualmente le specie vegetali presenti sono 130, ed è bello lungo il breve percorso affidarsi totalmente al naso e agi occhi per allungare la permanenza in quel “petit paradis” e lasciarsi attrarre dalle targhette di legno infisse nel terreno, indicanti il nome delle piante o dei cespugli floreali e scoprire, sorridendo, che nessuno è possessore della verità, tanto meno il “BAGOLARO OCCIDENTALE”, o la soddisfazione per chi ha acceso un mutuo di vedere in mezzo ad altri arbusti nientepopodimeno che il “TASSO PROSTRATO” o accorgersi che il “PAN DEL CUCCO” attende con ansia che il “FILADELFO” fiorisca formaggini e sentire che, malgrado l’ALBERO DI GIUDA, in quanto a sensazioni di gradevolezza, e di poesia, in quell’incantevole posto, il nostro cuore non subirà tradimenti… 

E a proposito di poesia, non poteva mancare il “GAROFANO DEL POETA” che col suo nome latino “Dianthus barbatus” spiega la massiccia produzione di sbadigli in una serata di letture di versi.
Ultimamente, il giardino è stato adornato da sculture in legno, raffiguranti un gufo, un serpente (che ha anche funzioni di corrimano), un anatrone, un rospo e un albero con la faccia da “gnomo”. Questo ulteriore abbellimento dà al luogo ancora di più, un’immagine fiabesca.

Vito Trombetta
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