Terra&Acqua n. 1/gennaio 2014. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
MASCHERAI AL LAVORO PER I MESI PIU' ALLEGRI DELL'ANNO
A Schignano si respira aria di Carnevale: arrivano il Mascarun, il Brutt e la petulante Ciocia
 
I primi fiocchi di neve di questo nuovo anno hanno imbiancato Schignano e in paese si e' respirata subito aria di Carnevale grazie alla Vegeta, la tradizionale festa dei coscritti, un tempo il saluto del paese prima della "naja", ora vero e proprio rito di passaggio per l'età adulta.

La sera del 5 gennaio, poco prima della mezzanotte, durante il grande veglione, hanno fatto la loro prima comparsa le tradizionali figure per l'immancabile "bal pai mascar" (ballo per le maschere): il Bel meglio conosciuto come Mascarun, il Brutt e la petulante Ciocia. L'arrivo di questi personaggi ha determinato l'inizio del periodo carnevalesco che si protrarra' fino alle 2 grandi sfilate di sabato 1 e martedì 4 marzo (il "martedì grasso" di rito romano).

Durante tutto questo tempo si preparano i costumi, vengono messi da parte oggetti di ogni genere e si inventano storie e situazioni da portare in piazza. Sono inoltre consentite uscite in maschera da parte di gruppi spontanei che di solito si concentrano nell'ultima settimana, specialmente di notte tanto da "disturbare" un po' o farsi offrire qualcosa da bere. Tutto questo si ripete ormai da moltissimi anni grazie allo spirito della gente di Schignano, vera anima vibrante della manifestazione. Gente che da sempre è stata capace di mantenere viva la propria passione e trasmetterla ai propri figli, rendendola immortale.
L'inverno è anche il periodo migliore per realizzare le maschere, fiore all'occhiello della nostra tradizione: il ritmo di vita è più tranquillo, in montagna c'è meno roba da fare e quando la legnaia è piena si è anche più riflessivi e concentrati. Così nella quiete delle nostre abitazioni noi mascherai possiamo dedicarci a intagliare nel legno i volti che prenderanno vita in quei giorni di festa. 

Per creare una maschera di Schignano oltre all'abilità manuale di uno scultore,
Video realizzato da Camilla Cappelletti e Roberta Baria con le riprese di Dario Tognocchi
si mescola la vita di un popolo di origini umili e contadine attaccato alla sua terra. Gente costretta in passato ad emigrare,ma tornata con qualcosa in più nella valigia della conoscenza.

Saper imprimere certe storie nelle venature del noce non è certo cosa facile ma è motivo di grande soddisfazione vedere questi manufatti indossati con riconoscenza durante le sfilate. Preparati i costumi, raccolte le foglie per riempire i pancioni e scolpite le maschere lo spettacolo è pronto per andare in scena. I personaggi tradizionali (Béi, Brùtt, Sapeur, Ciocia e Segùrtà) "esplodono" per le vie del paese rinnovandosi ogni anno accompagnati dagli ottoni scintillanti della Fughéta, la mitica bandella che intona (rigorosamente a orecchio) le suonate storiche dando ritmo alle movenze dei figuranti. Si suona fino a notte fonda per accompagnare il Carlisepp al suo triste destino. Questo lo scenario che rivive ogni anno, fatto di serate in compagnia, di racconti e bicchieri, di case sempre aperte per un caffè o per prestarsi qualcosa, fatto da chi lo ama, ognuno a modo suo, fatto dai bambini, che anche mesi dopo ancora mimano i loro personaggi. Pizzi e stracci, fiori e pelli, bronzo e ferro, legno e cenere, allegria e serietà, silenzio e frastuono sotto lo sguardo severo delle montagne.
Luca Galli (mascheraio)
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