Terra&Acqua n. 7/dicembre 2013. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
PASSIONE E FATICA REMANO INSIEME DA 100 ANNI
"Il canottaggio come il lago: capace di creare senso si appartenenza"
 
COMO - “Amicizie, fatica, sacrificio e soddisfazioni”. E’ con queste parole che Daniele Gilardoni, pluricampione del mondo, descrive il suo amore di una vita: il canottaggio. Come lui sono molti gli atleti che scandiscono le loro giornate tra terra, acqua e remi. Per questo sport Como è sicuramente il luogo ideale, culla del canottaggio da oltre un secolo. Sono infatti ben 11 le società remiere distribuite su tutto il bacino comasco del Lario affiliate alla Federazione Italiana Canottaggio. Alcune prendono parte anche alle numerose competizioni “a sedile fisso” organizzate dalla FICSF (federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso). 

LA STORIA
Il profondo legame del territorio a questo antico sport è sicuramente testimoniato dal nome che identifica l’impianto sportivo più rappresentativo della città, lo stadio Comunale Sinigaglia. Giuseppe Sinigaglia è stata infatti una figura di grande spicco nello sport comasco che ha contribuito alla grande crescita del circolo remiero più grande, e sicuramente più antico, di tutta la provincia: la Canottieri Lario. In realtà l’arte del remo sul lago di Como veniva già praticata con i colori dell’altrettanto storica società Ginnastica comense (1872). La Canottieri fu fondata poco dopo, nel 1891 per opera di 17 appassionati canottieri, ma assunse prestigio e rilievo solo in seguito, grazie alle imprese di Giuseppe Sinigaglia, atleta giunto alla Lario nel 1903 insieme a un gruppo di ex soci della Ginnastica Comense, espulsi dalla società per "indisciplina". Durante gli anni trascorsi nella nuova realtà, Sinigaglia strinse una forte amicizia con un altro grande campione della Lario, Teodoro Mariani, e vinse numerosi titoli: campione d’Italia su un “due con” nel 1907, titolo italiano ed europeo di singolo e doppio nel 1911 in coppia con l’amico Mariani, e infine vincitore del Diamond’s Scull, campionato del mondo di skiff nel 1925 a Henley (sul Tamiigi), da sempre vinto soltanto da inglesi; in quell'occasione, sicuramente la pagina più gloriosa del canottaggio lariano, Sinigaglia fu premiato dalla regina d’Inghilterra in persona.
Nel bacino comasco dei circoli remieri, la Canottieri Lario è in buona compagnia: sono diverse le società che possono contare su un qualitativo vivaio di atleti. Per citarne alcune: Aurora (Blevio), Bellagina (Bellagio), Carate Urio, Canottieri Cernobbio, Canottieri “Falco della Rupe” (Nesso), Lario G. Sinigaglia, La Sportiva, Menaggio, Canottieri Moltrasio, Plinio-Torno, Canottieri Stella. 

I CAMPIONI
Non solo società, ma anche nomi di grandi campioni hanno contribuito ad annoverare Como tra gli albi delle competizioni di prestigio internazionale. E’ sicuramente quella di Bellaggio la società che ha fatto nascere più campioni delmondo, primo tra tutti Daniele Gilardoni. Cresciuto nell'Unione Sportiva Bellagina (società situata a Bellagio, sua città natale) e attualmente militante nella Canottieri Milano, Gilardoni è stato 11 volte campione del mondo nella categoria 4 di coppia, pesi leggeri. Classe '76, il canottiere lariano ha portato
Spezzone di una puntata del format televisivo
casa l'ultimo oro nel 2011 durante i campionati mondiali sul lago di Bled - in Slovenia - diventando così il campione più iridato della storia. Sempre dalle rive bellagine arriva un altro importante talento, questa volta "in rosa", del canottaggio: Elisabetta Sancassani. Sorella del noto Franco Sancassani (9 volte campione del mondo e una volta campione europeo), Elisabetta decide fin da piccola di seguire le orme del fratello iniziando la sua attività da vogatrice nell'unione sportiva bellagina. I successi arrivano nei primi anni del 2000 e oggi il suo nome è annoverato tra quello della Fiamme Gialle. Il suo palmares vanta una medaglia di bronzo nel 2 di coppia ai campionati del mondo del 2002 di Siviglia, un altro bronzo nella stessa disciplina nei campionati europei del 2009 a Brést e infine il recente ora ai mondiali 2013 di Chungju.
Anche la sponda opposta del lago si difende quanto a campioni: nella società canottieri Menaggio un gravedonese vanta il primo posto ai campionati mondiali under 23 del 2009 nel 4 di coppia, pesi leggeri. Stiamo parlando di Pietro Ruta che attualmente si allena con la marina Militare Sabaudia. Nella Sportiva Lezzeno è cresciuto invece Daniele Danesin, classe 85, che conquistò le prime vittorie nel 2005 quando vinse l'oro ai Campionati Mondiali di Gifu nei Pesi Leggeri otto. Nel 2006 e nel 2008 vince altri due ori nei Pesi Leggeri quattro di coppia. Ai Campionati Europei del 2011 arriva primo nei Pesi Leggeri quattro senza.
Tra le campionesse in rosa non si possono non citare Sara Bertolasi e Claudia Wurzel, rispettivamente 25 e 26 anni, conosciutesi alla Canottieri Lario. L'una proveniente dalla Canottieri Varese, l'altra originaria della Germania, insieme hanno partecipato ai mondiali 2011 classificandosi poi alle Olimpiadi di Londra 2012 nella competizione "due senza", la prima qualificazione italiana della storia in questa specialità.
In ultimo, ma non per importanza, un altro comasco si é distinto all'interno di questo ambiente sportivo: Giovanni Marcato, massofisioterapista della nazionale di canottaggio, ha preso parte alle Olimpiadi 2012 insieme alla nazionale.

IL LEGAME CON IL TERRITORIO
L’impegno e la dedizione che richiede questo tipo di sport è sicuramente notevole e Como ne è bacino generoso:”Un territorio come quello della nostra città è ideale per questo sport – spiega Gilardoni – non solo perché c’è il lago, ma perché il lago crea un senso di appartenenza nelle persone e il canottaggio è in grado di fare lo stesso vivendo a stretto contatto con esso”.  

di Elena Tambini
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