Terra&Acqua n. 21/settembre 2014. Periodico quindicinale on-line. Direttore: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

 
IL PATRIA TORNA A NAVIGARE
DAVIDE VAN DE SFROOS E IL VECCHIO EQUIPAGGIO A BORDO DELLA MOTONAVE
 
«Sono battelli che ti facevano far fatica a lavorare, ogni manovra richiedeva uno sforzo. Come ogni cosa in cui metti lavoro e fatica, ti rimane più facilmente nel cuore». Con queste parole Armando Polti, lo storico capitano della motonave “Patria”, ricorda i 30 anni di lavoro vissuti a bordo del famoso piroscafo. In servizio dal ’68 al ’95, Polti ha vissuto ogni attimo della storia della motonave, oggi protagonista di un’importante intervento di salvataggio e rimessa in esercizio.

Dopo essere rimasta ormeggiata a Como per i mesi estivi, il Patria è tornato a solcare le acqua del Lario e dal 2014 tornerà a navigare. Il 23 settembre ha infatti lasciato il molo di villa Olmo per rientrare a Colico con a bordo una squadra d’eccezione: lo staff che per anni ha seguito la navigazione del piroscafo. A bordo Alessandro Mercuri (capitano), Tersilio Mantovani, Mauro Artucchi (timoniere), Gino Quarenghi (macchinista), Giuseppe Foggetta (fuochista), Mario Mauri (marinaio), Giacomo Gilardoni, Armando Polti (capitano) e Piergiuseppe Schenini. Accanto agli esperti di navigazione, anche Davide Van De Sfroos - sicuramente egualmente esperto di lago - ha voluto essere presente all’evento. L’esperienza è stata immortalata dalle telecamere ed è diventata protagonista della puntata di Terra&Acqua su Argegno. A bordo anche la troupe di Rai3 che ha girato un lungo servizio andato in onda sabato scorso durante il settimanale “Tgr Lombardia” e consultabile sul sito www.tgr.rai.it.

Varato per la prima volta il 31 luglio 1926, il patria custodisce in sé quasi 90 anni di storia del bacino del Lario. Una storia tanto lunga quanto travagliata, che ha visto il piroscafo ospitare grandi personaggi ma anche essere protagonista di tristi episodi storici.
Se nel 1927, quando ancora portava l’originario nome “Savoia”, è passato alla storia per aver ospitato il re Vittorio
Emanuele III, diversi anni dopo è invece protagonista di un avvenimento molto triste: le incursioni aeree alleate attaccano i mezzi della navigazione e mitragliano in centro lago. Era il gennaio del 1945 e sul Patria si contarono 5 morti e 17 feriti.

Dopo l’accaduto, il Patria venne rimesso a nuovo e ammodernato. Il piroscafo navigò le acque del lago fino al 1990 diventando famoso per le sue paratie di vetro che permettono di vedere il lavoro delle ruote a pale e per il suo fischio che echeggia profondo in tutta la città quando ormeggia al molo.

Negli ultimi 5 anni sono stati svolti tre lotti di interventi, per un investimento totale di 3 milioni e 415mila euro, al fine di rendere nuovamente funzionante lo storico battello. «Manca ancora un intervento di pulizia, alcuni tubi e l’arredamento interno – commenta lo storico macchinista Gino Quarenghi – Io e il resto dell’equipaggio siamo disposti come volontari a sistemare l’imbarcazione e insegnare a nuovi giovani a guidare il Patria». Il futuro del battello è infatti ancora incerto e legato a chi ne prenderà in mano la gestione. Quello che invece sarà impossibile cambiare è il ricordo che vive nel cuore della gente del rumore di quel motore a vapore che inevitabilmente ne preannunciava l’arrivo.


di Elena Tambini
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