Terra&Acqua. Periodico quindicinale on-line. Direttore responsabile: Marco Fumagalli. Redazione e pubblicità: Batevents, info@batevents.com. Iscrizioni per abbonamento gratuito www.itinerarifolk.com. Aut. Tribunale di Como n.3/13 del 2/4/13

La festa del Santo Chiodo
Custodito in un forziere è stato svelato per la prima volta davanti alle telecamere per terra&acqua

di E. T.

TORNO – Sette serrature e sette chiavi. Un numero non casuale custodisce gelosamente il Santo Chiodo di Torno. Dietro l’altare maggiore, tra le sacre mura della chiesa di San Giovanni, rimane chiusa in un gran cassone ligneo, per tutto l’anno, la reliquia che, secondo la leggenda, rappresenta uno dei chiodi della Crocifissione di Gesù. Una sola volta all’anno, in occasione della festa del 1° maggio, i tornaschi contemplano l’importante cimelio. Una resto sacro unico e fatalmente legato al destino dei tornaschi dal 1099, anno in cui un gruppo di guerrieri Alemanni, guidati da un Arcivescovo e provenienti dalla Crociate, decisero di tornare ai propri lidi dopo anni di guerra. Questi guerrieri, venuti in possesso di uno dei chiodi della Passione di Gesù, erano in procinto di imbarcarsi in una giornata serena, presupposto di una navigazione tranquilla. Giunti però all’altezza del porticciolo di Torno si scatenò all'improvviso una bufera e l'Arcivescovo ordinò alla ciurma di ripararsi fra le mura del molo. Una volta attraccata l'imbarcazione, tornò alto e splendente il sole. Dopo numerosi tentativi di salpare, miseramente falliti a causa delle condizioni metereologiche che diventavano improvvisamente avverse, l'Arcivescovo interpretò questa situazione

come un segno divino. Avendo saputo che in quel luogo vi era una chiesa dedicata alla Santa Croce, decise di donare alla popolazione quelle preziose reliquie. Dopo questo dono, poté proseguire verso casa senza ostacoli. I tornaschi sono molto legati alla Santo Chiodo, il cui contenitore viene aperto una volta all’anno dopo aver riunito le sette chiavi, riposte in consegna una al parroco di Torno e le altre a sei fidate famiglie del paese. Durante i vespri del primo maggio, le sette serrature vengono aperte nella zona retrostante l’altare. Al clero non è permesso assistere al rito, i fedeli possono solo ascoltare il giro di chiavi delle serrature, vivendo un clima di sommesso ed emozionante coinvolgimento. La reliquia viene poi portata in processione e adorata dagli abitanti attraverso la preghiera e il sacro rito del bacio. Un simbolo di portata universale affidato alla custodia un piccolo paese sul lago, terrazza naturale tra storia, arte e cultura.Scarica articolo in formato .pdf

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