Ci sono due santi, nel martirologio cristiano, che hanno avuto a che fare con un mantello; uno è S.Martino che l’ha diviso a metà con la spada donandolo a un povero per ripararsi dal freddo, l’altro è S.Miro, che lo ha utilizzato come naviglio per attraversare il lago.

Miro Paredi nasce a Canzo nel 1336 da due genitori anziani che conducevano la loro esistenza in bucolica solitudine. Solitudine che sarà il modus vivendi dell’eremita diventato santo.

Ma come c’è arrivato S.Miro a Sorico? Partito da Canzo, prima ha fatto un giro largo andando fino a Roma, vivendo di elemosina, ma allo stesso tempo elargendo bontà ai dimenticati, ai nascosti. Dopo tanto peregrinare, ritenne opportuno tomare ai suoi lidi. Giunto in terra natale non fu riconosciuto.

Quando egli decise di rivelare le sue generalità, chiese ai suoi compaesani di cosa avessero bisogno; un bambino in braccio alla mamma, rompendo il silenzio, esclamò per tre volte: “Acqua, acqua, acqua!” e l’eremita che già in Lomellina aveva, attraverso le preghiere, fatto piovere in un periodo di grande siccità, anche qui seppe dimostrare quanto le sue invocazioni fossero ascoltate da Dio.

Preso da nostalgia, gli venne il desiderio di recarsi nei luoghi (Val Chiavenna) di sua madre, scomparsa quando lui aveva solo due anni.

Arrivato ad Onno, chiese a un barcaiolo di trasbordarlo fino a Colico, ma questi si rifiutò, allora S.Miro si tolse il mantello, lo stese sulle onde, ci salì sopra e miracolosamente navigò fino a Sorico, dove si rifugiò in una grotta nei pressi dell’antica chiesa di S.Michele.

Dopo la morte, avvenuta nel 1381, le sue spoglie (su indicazione di due corvi) vennero trovate e custodite, e lo sono tuttora proprio in quella bianca chiesetta che dal colle domina il Pian di Spagna, il fiume Mera e i primi sciabordii del Lario.

Chiesa che all’interno (oltre a una tela del Fiammenghino dedicata a S.Miro) conserva vari affreschi raffiguranti il Santo, uno in particolare lo ritrae con appeso al cordone del saio un imbuto, riconoscendogli il ruolo di donatore d’acqua.

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San Miro

Luogo veramente fantastico!
Sono appena stato in un pomeriggio feriale,e posso veramente affermare che si tratta di un luogo pieno di fascino e storia. Senza poi tenere conto del bellissimo panorama sull\'alto lago,sul Pian di Spagna e sù tutte le montagne circostanti ! Degno sicuramente di una visita se si è in zona.

la storia siamo noi

Anche a Gravedona nei primi anni del dopoguerra si usava andare a SAN MIRO nei periodi di siccità per invocare la pioggia.mia madre ha partecipato più volte da bambina a questi pellegrinaggi.
si partiva da Gravedona e si raggiungeva SAN MIRO.naturalmente a piedi,andata e ritorno!!!.....

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