Tre sedie mezze sgangherate, pensilina col peso dei suoi anni e il pontile che da alcuni anni guarda nel vuoto; i battelli girano al largo, qui non si fermano più.

Ormai è diventato un posto per pescatori, ma prima bisogna fare i conti col Carletto, novantenne, che per decenni, anarchicamente, senza il cappello della Navigazione, permetteva allungando la “passerèla” sullo scafo l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri; congiunzione tra terraferma e rullìo delle onde e viceversa.

Gli addetti ai pontili, nei vari paesi del lago, appartengono quasi tutti a una genìa di personaggi a vote bizzarri, a volte filosofi.

Carletto è un personaggio anche e soprattutto per la sua lunga attività di pescatore di frodo, evitando quasi sempre di essere beccato dal guardiapesca con stratagemmi all’Arsenio Lupin: una notte che si trovava nei presso del pontile, vide arrivare la barca dei tutori della legge e si mise in fuga, dimenticando però sulla riva, seminascosto, il “sibièll”.

Ritenendo che potesse essere scoperto e sequestrato, corse in casa, si vestì da donna con un foulard in testa e ritornò sul “luogo del delitto”, chiedendo con voce in falsetto cosa fosse successo.

Qualcuno dei suoi conoscenti dice che ancora oggi, quando c’è scarsità di pescabile, si travesta per non farsi riconoscere dai pesci.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze
Al momento non ci sono Testimonianze.