Viaggiare, scovare, capire. Tre verbi, tre azioni fisico-mentali indispensabili per chi ancora oggi “peregra”; e quando uno pensa di aver visto tutto, si trova improvvisamente davanti a un cartello stradale che indica “Barna” (frazione di Plesio).

Ma dov’è Barna? Ma cos’è Barna? (il nome sembra derivi dall’antico tedesco “barn”=cascina). Piccolo borgo a mezza montagna, stupisce per la semplicità delle sue case, alcune delle quali, però, arricchite da importanti portali in granito.

Il paese si presenta subito con la piazza della chiesa, dove al centro si esibisce, con le sue quattro bocche d’acqua, una gradevolissima fontana.

Attraverso una delle stradine che si addentrano nell’abitato si arriva ad un’altra piazzetta, più rustica, ma ancor più affascinante della prima, detta “Piazza del Tavolo” poiché secoli addietro in posizione centrale vi era un cuneo con appoggiata sopra la ruota di un mulino che fungeva da tavolo e serviva per l’esattore, quasi fosse un ufficio all’aperto, per riscuotere i pagamenti e rilasciare le ricevute.

In fondo alla piazza, in un contesto scenografico (e non poteva essere altrimenti) vive, con ultranovantenne energica allegria, la signora Zita, che ebbe una lunga carriera di aiuto-costumista alla “Scala” di Milano.

Ricorda, sorridendo, i capricci delle “stars” della lirica, che questionavano sulle pieghe degli abiti di scena; che lei, le mises di quelle lì, se le sognava continuamente e che anche per una volta solo le avrebbe indossate, senza guardare tanto per il sottile.

Fra i tanti avvenimenti negli anni che aveva vissuto a Milano, ne rammenta uno in particolare: l’esibizione dei cadaveri di Mussolini e degli altri gerarchi, tutti appesi a testa in giù, e di Claretta Petacci alla quale, per un senso di pudore, avevano stretto la gonna all’altezza delle ginocchia.

A Zita torna in mente che in quel periodo la morte non suscitava quasi più orrore e che il suo primo pensiero fu che la Petacci indossava magnifiche calze di seta, capo d’abbigliamento che lei, povera sartina, non aveva mai potuto permettersele.

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