Quando si pensa a una zona industriale, viene in mente la sensazione di grigiore che tali edifici trasmettono, ma per caso o per diletto si sale fino a Codogna (fraz. di Grandola ed Uniti), e si va nei pressi del torrente Sanagra, in uno scenario a dir poco affascinante, si può scoprire un piccolo e insospettato insediamento di archeologia industriale, rappresentato da una vecchia chioderia (ora recuperata come luogo di ristorazione e soggiorno) e da un’antica fornace per la produzione di mattoni, con maglio e ruota idrica (una volta erano gli animali: muli, cavalli, asini a farla girare...), da poco riportati in funzione ad uso didattico, grazie alla sensibilità del comune di Grandola.

Nell’edificio della fornace, in fase di ristrutturazione, fa bella mostra di sé, in una suggestione “dantesca”, il locale del forno con le quattro pareti (su una delle quali è incisa, come sostegno divino, una croce) che hanno ancora il colore del fuoco che serviva per essiccare i mattoni, quindicimila alla volta!

Tonino Guerra, che non è di queste parti, ma nelle sue poesie ha sempre cantato l’umiltà, la fatica, la povertà, ha scritto questi memorabili versi: “Mio nonno faceva i mattoni, mio babbo faceva i mattoni, anch’io faccio i mattoni, mille diecimila le montagne di mattoni, ma io la casa non ce l’ho”.

In realtà la fornace è parte, essendone sede distaccata, del Museo Etnografico e Naturalistico della Val Sanagra. Nato nel 1986 per volontà del Comune di Grandola, non è il classico museo racchiuso tra quattro mura, tanto che chi lo pensò lo concepì come “il Museo che guida il visitatore al parco e, al contrario, il parco che indirizza il visitatore al Museo”.

Ciò significa che tutto il territorio della Val Sanagra è a suo modo un “museo all’aperto”, in grado di mostrare dal vivo la propria storia e le proprie tradizioni; ma allo stesso tempo il luogo fisico che funge da museo, Villa Camozzi (sede anche del Comune), è in grado di riassumere e racchiudere in sé il “piccolo mondo antico” della Valle mostrandone i diversi aspetti nelle diverse sale.

Muoversi tra le sale del museo dà la sensazione di visitare diversi luoghi contemporaneamente, tanto sono complete e curate le collezioni di ciascuna sezione.

Per esempio, il locale dedicato a flora e fauna mostra tutte le specie di animali (uccelli di ogni specie, lupi, scoiattoli...) e di funghi che si possono trovare visitando la valle. È stupefacente pensare a tanta ricchezza e varietà faunistica in questi luoghi, segno che il territorio è stato negli anni protetto e preservato con rispetto dagli abitanti.

Affascinante la stanza che ospita attrezzi del mondo contadino e montanaro, oltre ad un pittoresco orologio, ancora funzionante, che fu di un campanile; un locale è dedicato agli strumenti musicali che servono alla banda di paese, pomposamente chiamato “Sala Della Musica”.

Natura, tradizione e storia, dunque, ma anche paleontologia: il museo ospita un’affascinante collezione di fossili di piante e di animali, ritrovati nei giacimenti di carbone (in passato sfruttati per attività estrattiva) in località Val Gariasca, sempre in Val Sanagra.

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