Pelle di legno d’ebano o annerita dal fumo delle candele? È soltanto una copia della statua della Madonna Nera di Einsiedeln (Svizzera)?

Questi i “rumors” che accompagnano ogni visitatore abituato a vedere le molteplici raffigurazioni di Maria con tratti chiaramente occidentali, alla vista di un emblema religioso così particolare (in Italia la più famosa delle Madonne dalla pelle scura si trova nel santuario di Oropa).

Il piccolo Oratorio di Rogaro, che dal 19 settembre 1736 ospita la Sacra Effigie (a tal proposito è estremamente interessante la scritta sul portale tratta dal Cantico dei Cantici: “Nigra sum sed formosa”, quasi ad indicare l’orgoglio della presunta diversità) e che risulta essere l’unico su tutto il territorio nazionale ad essere dedicato alla Santissima Vergine di Einsiedeln, conserva, tra l’altro, dal 1934, una preziosa reliquia (particella di un osso) del santo monaco martire Meinradt (Mainrado) e un quadro che lo raffigura; santo che, durante il ventennio fascista, fu proclamato protettore dei Balilla di Tremezzo.

L’Oratorio domina una civettuola piazzetta barocca, impreziosita da un coperchio di sarcofago romano con coppella medievale, dove la terza domenica di maggio viene esaltato un prodotto tipico di questa zona: l’asparago, per il quale viene indetta pure un’asta con i mazzi più belli.

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