Anche un ateo può visitare questo Sacro Monte di Ossuccio, senza aver paura di compromettere il suo “non credo”!

Avvicinandosi alle 14 Cappelle sembra quasi di assistere a uno spettacolo messo in scena da una silenziosa “compagnia di teatro itinerante”, lasciandosi coinvolgere, più che dalla storia (la “Vita di Cristo”), dai numerosi dettagli.

Dettagli che spaziano dai costumi secenteschi lariani, al vasellame grezzo, tipico della zona; dall’inquietante presenza di personaggi col “gozzo” molto pronunciato, simbolo d’invidia e di malignità, alla nutrita schiera di angeli (ben cinquantadue) dipinti o scolpiti, che accompagnano (Come “maschere” diligenti) lo spettatore al culmine sacrale del Monte.

Di notevole impatto scenografico la Cappella dell’Annunciazione e quella della Crocifissione: nella prima (prima anche in ordine di visita) salta all’occhio il contrasto tra la grandiosità dell’evento (l’angelo che annuncia a Maria del suo concepimento del Figlio di Dio) e l’ambiente umile, ma graziosamente e dignitosamente lindo e che riproduce biancheria (lenzuola bordate di merletto) e suppellettili (una “peltrera” con piatti e secchi di rame).

Su una seggiola c’è posato un tombolo, indice di un tempo vissuto senza frenesie, com’era appunto la vita da queste parti, in quel periodo storico.

Totalmente diversa è la scena dell’esecuzione crocifissoria dei tre condannati, sul Golgota e che rende l’idea del caos, della violenza del potere con l’esercitato diritto di vita o di morte sui propri simili. Ma anche nelle situazioni più tragiche c’è sempre un barlume di umanità, qui rappresentato dal volto attonito e compassionevole di una madre che sta allattando il suo piccolino e che, stringendolo al petto, sembra proteggerlo da ciò che può riservargli il futuro.

Altri particolari legati al territorio e alla sua cultura sono: nella Sesta Cappella un affresco con una percepibile “Zoca de l’Oli” e nella Settima coloro che flagellano Gesù usano ramoscelli di Salice.

Dunque, persino un ateo può visitare questo luogo di preghiera e tornare in paese col suo “non credo” ancora intonso, ma guardando a valle non può non far finta di vedere quel taglio di luce che viene giù dal cielo e va a tuffarsi nel lago.

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Giringiro parte 1

Da tempo desideravo farmi un giro sul ramo del Lago di Como, da quando la mia mamma mi ha parlato della Greenway. Poi ho scoperto Terra e Acqua, comprato, mangiato in una domenica pomeriggio e qualche giorno dopo, il 31 ottobre 2013 sono partita.
Il tempo è terribile ma niente mi avrebbe fermato,arrivata ad Ossuccio piove a dirotto, ma una volta parcheggiato possiamo partire senza aprire l\'ombrello e da qui inizia il giringiro!! Armata della mia inseparabile Nikon affrontiamo le cappellette che ci accompagnano alla Madonna del Soccorso. Il panorama anche se grigio e bagnato è stupendo, quello che volevo anche se poi un piccolo premio l\'avrei desiderato, uno spicchio di azzurro! Ho trovato un \

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