Contrapposta alla Green way, ben segnalata, c’è in alternativa una Dark way (la via oscura) che non ha cartelli indicatori, ma lascia spazio di movimento a tutti coloro che amano andare alla ricerca di luoghi misteriosi e di leggende territoriali.

Per esempio, se un viaggiatore si recasse nei pressi della parrocchiale di Lenno, udrebbe venire dal sottosuolo le parole vaticinanti di un Oracolo, che gli predirebbe i futuri passi da fare.

Oppure se a qualcun altro capitasse di trovarsi dalle parti del lido del paese, seduto su di un sasso lambito dalle onde del lago, e nell’assoluto silenzio sentisse provenire dalle profondità lacustri, dei tocchi di campana, gli verrebbe naturale farsi il segno di croce in ricordo di una terribile alluvione che fece sprofondare parte dell’abitato di Lenno.

Attenzione poi a non imbattersi sulla stradina che conduce da Lenno a Campo, esattamente a metà del percorso, in prossimità di quella che viene chiamata “la capeleta”, nella triste figura di quel brigante spagnolo travestito da frate durante il giorno e di notte crudele assassino e udire le voci dei morti ammazzati cantilenare così: “Non aveva di San Francesco / che il cordone e l’umil sago / Era un perfido manesco / che dai ceppi e dallo spago / con la fuga si salvò...”.

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