Tre casettine/ dai tetti aguzzi/ un verde praticello/ un esiguo ruscello.../ microscopico paese, è vero/ paese da nulla, ma però/ c’è sempre di sopra una stella.../ Una stella innamorata!”.

Sono versi di una celeberrima poesa di Aldo Palazzeschi, che negli anni ‘50/’60 veniva fatta imparare a memoria e sembra la “cartolina” di questa frazione sperduta di San Fedele Intelvi, che profuma già di Svizzera.

Sì, perchè il Canton Ticino con l’abitato di Scudellate è proprio lì a due passi, visto perchè i due villaggi sono raggiungibili solo a piedi attraverso un comodo sentiero.

Il fascino di Erbonne è probabilmente dovuto al fatto di essere un “paese tascabile” quasi si possa prenderlo tra le mani e accarezzarlo. Paese minimo, ma con una posizione nella Storia certamente non minore, visto che la sua nascita come insediamento umano, avviene 300 anni prima della fondazione di Roma e 1000 anni prima di Como.

Ancora più incredibile la presenza di manufatti di epoca Neanderthaliana, scoperte dal paleontologo Andrea Tintori risalenti a 50.000/60.000 anni fa.

Nel Medioevo, Erbonne fece parte geopoliticamente del Ducato di Milano, senza mai dimenticare lo spirito di fratellanza coi “vicini” di Scudellate, malgrado la definizione del confine italo-svizzero avvenuta all’incirca nel XVI secolo.

Confine che qualche secolo più tardi venne, per anni, “profanato” dalle ombre notturne dei contrabbandieri.

Chi volesse oggi rituffarsi nell’era delle “bionde”, degli “sfrusaduu” (contrabbandieri, ndr), “burlanda” (finanzieri, ndr) e dei “pedu de sacch” (utilizzati dai contrabbandieri, ndr) lo può fare guardando attraverso le piccole vetrate del lillipuziano “Museo della Guardia di Finanza e del Contrabbando” dove sono custoditi alcuni oggetti appartenenti a un mondo romanticamente scomparso.

Altro luogo in miniatura è il cimitero, dove salta subito all’occhio che i cognomi incisi sulle varie lapidi sono soltanto due: Cereghetti (molto diffuso in Ticino) e Puricelli (tipico della Val d’Intelvi) il che fa pensare a matrimoni fra consanguinei, usanza che era praticata dalla nobiltà o addirittura dalle famiglie reali.

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