C’è una frase apparentemente banale che dice: il lago va visto dal lago, ma anche guardarlo da un balcone naturale come quello di Pigra, a quota 850 metri, non è malaccio, anzi fa venire voglia di trasformarsi in un poderoso falco e buttarsi a capofitto nelle fredde acque del Lario e artigliare il pesce più grosso riportandolo sulla sommità come trofeo.

A Pigra (“Pigri”, come lo chiamava dislessicamente un’anziana signora di Laglio, ogni volta che lo vedeva dal basso...), ci si può arrivare anche a piedi, utilizzando una mulattiera molto ripida, ma di grande suggestione.

Si può raggiungere anche con mezzi motorizzati (auto o pullman) oppure comperare un biglietto alla stazione della funivia (in funzione dal 1971), che - partendo da Argegno e superando un dislivello di 648 metri - arriva nell’incantevole luogo, in soli quattro minuti.

La pendenza media è del 71%, ma in alcuni punti raggiunge persino il 94%, diventando così l’impianto in Europa con la maggior pendenza, offrendo agli occhi di chi sale e di chi scende una vertiginosa bellezza.

Se Erbonne, frazione alta di San Fedele Intelvi, è il punto più estremo (abitato) della Valle verso la Svizzera, Pigra lo è verso l’abitato.

Due nuclei abitati, due piccole ali che sembrano fuori dal mondo, ma che il mondo, grazie agli emigranti intelvesi e al loro raccontare la propria terra, conosce.

Curioso e interessante è anche l’etimo che potrebbe derivare da “pipolus” (pioppo) o dall’aggettivo “pigra” che indica un luogo dove i frutti dei campi maturano tardivamente per via dell’altitudine. Possibile anche “pigra” nel senso di “faticosa salita”, infine dal latino-medievale “vigra” (terra incolta).

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Nome Pigra

A me hanno sempre raccontato che il nome Pigra deriva dal soprannome pigri, nato perchè gli abitanti che vendevano il latte ad Argegno a causa della strada difficoltosa arrivavano sempre in ritardo!

Nome Pigra

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