Ogni paese ha i suoi simboli. Il Ponte Vecchio e l’antico Maglio sono due di questi non solo per Argegno, ma anche per buona parte del comprensorio intelvese.

La cartolina che si può ammirare dalla statale Regina contempla il “puunt vecc”, le case a strapiombo sulle rive del Telo e, all’orizzonte, l’antico maglio - un tempo operosa bottega del fabbro - edificato nel 1772 e ora riportato agli antichi splendori, dopo decenni di abbandono e oblio.

L’antico insediamento, di cui vi sono ampie tracce nei documenti dell’epoca, sfruttava la forza dirompente delle acque del torrente, che attraversa la Val d’Intelvi prima di immettersi nelle acque del Lario.

L’antico Maglio era una bottega moderna per la fine del Settecento, cui facevano riferimento Argegno e i borghi attigui.

Il torrente Telo, col suo moto impetuoso, dato dalle balze presenti a qualche centinaio di metri dalla foce, rappresentava una fonte inesauribile d’energia per lavorare un materiale duttile come il ferro.

Per la ricostruzione dell’antico Maglio, un prezioso frammento di storia locale, sì è deciso di riutilizzare le pietre originarie (altro dettaglio significativo del valore storico e simbolico di questo edificio).

Da bottega del fabbro, ora l’imponente struttura è sede di un Museo naturalistico ed etnografico, con l’obiettivo di far rivivere le emozioni dei secoli passati.

Il suo legame col territorio è simboleggiato dal fatto che la vecchia ruota, che azionava il meccanismo per la lavorazione “ad acqua”, è tornata là dove era stata posizionata nel 1772.

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