Argegno, come alcuni altri paesi del Lario, ha alle sua spalle una valle, nel caso specifico la Valle d’Intelvi. Vista da un’altra prospettiva, potrebbe essere invece la stessa valle che si è allungata all’ingiù per conquistarsi il suo bel pezzo di lago.

E che si tratti di un bel pezzo di lago lo intravede subito il viaggiatore che arriva per la prima volta nella piazza principale del paese e si trova davanti un’apertura prospettica di paesaggio lacustre, quasi insospettabile dopo le sponde strette del primo bacino. Un enorme specchio messo lì per la civetteria dei monti sovrastanti.

Strano paese, Argegno: settimo comune rivierasco sulla sponda occidentale direzione Sorico o primo borgo della vallata intelvese? D’altronde, osservando la gente seduta ai tavolini esterni del bar, si ha la sensazione che siano lì per una sosta, prima di affrontare le salite che portano ai paesi montani o alle baite.

Nel secolo scorso (dal 1909 al 1922), funzionava anche una filovia elettrica che arrivava fino a San Fedele.

Montagne e lago e, agli argegnini, non poteva mancare un fiume: il Telo, che in varie occasioni è straripato. Particolarmente grave l’alluvione del 7 agosto 1912, che sventrò case e cancellò strade.

Il Telo è attraversato da due ponti: uno di struttura medioevale e l’altro, dove scorre il traffico sulla “Regina” di costruzione un po’ più recente. C’è un detto popolare che viene sussurrato dagli abitanti del luogo e che dice che chi attraversa per tre volte “ul puunt vècc” non lascerà mai più Argegno.

Lo stesso corso d’acqua è servito nei vari secoli a far funzionare una segheria, cinque mulini, una fucina da fabbro, incannatoi tessili e filande. Dei mulini e della segheria non v’è più traccia, a parte qualche mola che fa bella mostra in giardini privati o nella toponomastica cittadina: vicolo Mulini o via Mulini.

La fucina con maglio, invece, è visibile ancora oggi o almeno quel che rimane dei suoi muri perimetrali che danno dell’insieme una visione totalmente spettrale; visione che, paradossalmente, fa pensare a come vengono chiamati in dialetto gli argegnini: “i sciguètt”...

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