Davanti all’ingresso della vecchia galleria di Brienno (inaugurata nel lontano 1893) si nota sulla destra un cartello turistico che indica la “Galleria Mina” (le iniziali maiuscole farebbero pensare a un luogo dove sono stati raccolti tutti i dischi della famosa cantante).

Si tratta di un tunnel costruito durante la Guerra del ‘15/’18. Tunnel che si può raggiungere a piedi dalla sottostante strada provinciale.

Perchè una galleria sopra un’altra galleria? La storia ci insegna che l’homo bellicum, pur di contrastare e battere l’odiato nemico, se ne inventa di ogni sorta.

Realizzata tra il 1916 e il 1917, la “galleria di mina” di Brienno venne utilizzata come appostamento protetto di pezzi di artiglieria e cunicoli minati che, in previsione dell’eventuale avanzata di un esercito invasore, sarebbero stati fatti esplodere invadendo la strada provinciale, sbarrando così l’unico accesso sia in direzione nord che in direzione sud.

Introdursi oggigiorno in questa caverna artificiale dà la strana sensazione di sentirsi in pace e la guerra è lontana più di 100 anni.

Nel buio, illuminato da una torcia, appaiono ombre di uomini che lasciano sui mattoni graffiti a testimonianza del loro passaggio e, vista la vicinanza della chiesa dedicata alla Madonna del Puncett, anche qualche preghiera cancellata dalla polvere del tempo.

La visita a questo “documento di pietra” della memoria è possibile tutto l’anno, ma con accompagnamento e tramite prenotazione agli uffici del Comune di Brienno.

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