Storicamente è il primo giardino “all’inglese” concepitosul Lario. La sua realizzazione avvennetra il 1811 e il 1815, ad opera del Canonica (suo ilprogetto dell’Arena di Milano) e del Villoresi, binomiodi chiara fama, avendo ideato, a suo tempo,il Parco della Villa Reale a Monza.

La genialità e la grande professionalità dei due architetti fece sì che, livellando o alzando piccole colline, il parco potesse apparire più grande delle sue reali dimensioni; anche la distribuzione della vegetazione, apparentemente naturale, fu in realtà il frutto di lunghi studi per creare un’illusoria visione ottica di sfondi e lontananze.

La costruzione del giardinocomportò, però, la soppressione dell’antica stradacomunale selciata che costeggiava il lago dal Borgofino a S.Giovanni, sostituitada un privatissimo,splendido,viale di platani.

Incompenso la famigliaMelzi pagògli oneri al comuneper unastrada alternativache vennecostruita a mezza collina, tortuosae abbastanza scomoda.

I bellagini non gradirono questo scambio e lo dimostrarono ogni volta che durante la passeggiata domenicale, arrivati davanti al cancello di Villa Melzi, ammollavano a questo ostacolo ferreo invalicabile, una robusta “pesciada”(pedata).

Se il giardino è una meraviglia, la villa non è da meno. Voluta da Francesco Melzi d’Eril, amico e fedele collaboratore di Napoleone Bonaparte, conserva nelle sue stanze autentici capolavori di artisti del calibro di Van Dick, Rubens, Appiani (suo un ritratto di Napoleone I, l’unico ritratto per cui l’imperatore posò personalmente).

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