Il suo nome apparve per la prima volta, anni fa,sul “Corriere della sera”, in un articolo a firma diGiovanni Testori che, recensendo in terza paginala rappresentazione a Milano di Moliere, tradottoin dialetto “lescenatt”, El Pioeucc e interpretatodagli attori dilettanti della compagnia teatraleLezzenese, fondata e guidata dallo stesso Luoni,ebbe a dire mirabilia sull’originalità dell’opera.

Il binomio Basilio Luoni e Moliere si allarga e concretizza in diverse altre trasposizioni dialettali.

La poliedricità dell’autore lagheè lo ha portatoin seguito a pubblicare raccoltedi poesie, sempre nel suo vernacolo,e a proseguire i suoi studisulla società letteraria del seicento e settecento francese.

Altra sua passione è la pittura con cui si esercita soprattutto realizzando scenografie per i suoi spettacoli.

Basilio Luoni è un intellettuale dalladisarmante timidezza che fra una parola e l’altrafrappone pause di silenzio altrettanto significative.

Un critico letterario dalla caratura di Dante Isella scrive di lui: “E’ uno scrittore capace di nominare ogni cosa, animale, pianta, utensile, vento o luce, sia di lago che di montagna, col nome che ha ricevuto in un tempo immemorabile e che continua a portare: anch’essi chiamati a vivere la vita degli uomini, intrisi delle loro gioie e delle loro pene”. Un poeta tra Terra e Acqua.

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