È il terzultimo paesenella direttiva Como-Bellagio (dista circa15 km. dal capoluogo)e l’attrazione naturalturisticache lo distingueda altri paesi èsenza alcun dubbioil torrente Nosé (indialetto “Nusée”, dallongobardo “nos”, chesignifica acqua, e cheprobabilmente è anche all’origine deltoponimo) che scorre vertiginosamente,a cascate, fra le gole cupe e rimbombantidel cosiddetto “orrido”.

Se giàdall’alto la veduta incute un certo timore,dal basso, transitando a piedi sull’antico“Ponte della Civéra”, la visione di talespettacolo diventa impressionante.

Neglianni ‘50/’60 nella parte più a monte,dove il fiume, rallentando la sua portatad’acqua, forma piccole pozze, inessesi, d’estate, risparmiandoscarpinate sulle stradine scosceseche portano giù in riva,preferivano rinfrescarsi in queimini-laghetti.

Di rilievostorico anche quel cheresta dei muri merlati(comunque benconservati) dell’antichissimoCastelloche alcune voci fannorisalire addirittura aiRomani; resta il fatto,però, che per meritodella sua posizionestrategica, nel Medioevofu un “testimone di pietra” di grandibattaglie.

Singolare la vicenda che coinvolgeuno dei primi battelli a vapore delLario, varato nel 1843, e che portava ilnome di “Falco della Rupe” (con lo stessonome, che appartiene a una figurastorico-leggendaria di Nesso, nei primidel ‘900 fu fondata anche la localeSocietà Canottieri).

A quell’epoca, ognivolta che l’imbarcazione passava davantial castello, dalle sue muraveniva sparata col “bombardino”una salva di saluto, alla quale ilnatante rispondeva con un fischioa vapore prolungato.

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