È l’altra frazione montana di Torno dopo Montepiatto. Mantiene ancora quel carattere rustico che la contraddistingue.

La si raggiunge facilmente a piedi lungo una comoda mulattiera che riserva piacevoli scoperte di importanza storico archeologica. Il tempo di percorrenza è stimato fra i 30 e i 45 minuti.

In località Travaina c’è un arco di pietra che faceva parte di una cinta daziaria voluta e costruita dagli occupanti stranieri per ottenere gabelle da chi passava dal paese ai possedimenti montani e viceversa.

I tornaschi l’hanno sempre chiamata “la porta di spagnoo” e ancora oggi quando si trovano a passare sotto l’arcata, mettono nelle due fessure delle spallette del portale un sassolino come pegno.

Fatti pochi passi si giunge nei pressi della cappellina di Travaina affrescata qualche decennio fa dal maestro Gianni Gandola, recentemente scomparso.

Lì vicino scorre un torrente che i locali chiamano la Val de Travaina. Nelle pozze del torrente, d’estate, qualcuno ci fa anche il bagno. Sempre da lì si dipana un percorso che porta ai massi avelli.

In tutto il territorio montano tornasco ci sono, visibili o nascosti dalla vegetazione, grandi o di dimensioni più piccole, dei trovanti. Si tratta di massi erratici che nel corso dell’era quaternaria, negli utlimi 200mila anni, vennero trascinati dai ghiacciai che formarono lo stesso lago di Como dalla catena alpina fino al limitare della pianura padana.

La maggior parte di essi è in Serizzo, provenienti dalla val Masino in Valtellina. Di questi trovanti, alcuni, qualche millennio fa, vennero scavati e lavorati ricavandone tombe destinati ai potenti del luogo.

Il sentiero che porta ai massi avelli di Cascine Negrenza, Negrenza e i piazz è comodo e suggestivo attraversando boschi di castagni secolari. La vista dei sepolcri, la loro collocazione, provoca negli astanti un sensazionale salto all’indietro nel tempo.

Finita la visita, essendo un circuito, si ritorna al punto di partenza e lì comincia la lunga gradinata che porta fino alle prime casette di Piazzaga. Appena giunti in luogo si può pranzare al “Crotto” e poi volendo si può prendere la strada che conduce a Montepiatto.

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Splendida passeggiata!

Bellissima la passeggiata da Torno a Piazzaga, rilassante, con panorami stupendi, non troppo impegnativa, perfetta per famiglie. Si arriva a Piazzaga in circa 45 minuti, ma consiglio vivamente di allungare il percorso e prendere, a circa metà strada, il sentiero che porta ai massi avelli è splendido, molto suggestivo e semplicissimo, una passeggiata pianeggiante di circa mezz’ora tra i boschi...
Arrivati a Piazzaga si può fare una sosta al caratteristico crotto. Meritano rilassante visita alle vie del borgo, pittoresco e particolare anche perchè non circolano auto (si arriva solo a piedi o con piccoli fuoristrada!) e si respira un’atmosfera davvero particolare, d’altri tempi!

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