La storia di Torno, per lo meno quellapopolare, ha profonde radici con lareligiosità. Impossibile, dunque, nonvisitare i molti tabernacoli all’apertodetti in dialetto “Capelett”.

Sono quasitutte dedicate alla Madonna, tranne unache conserva invece una piccola statuadi San Giuseppe. Le Capelett sono dislocatein svariati punti del borgo cheancor oggi conservano il loro nome tradizionale:Caranis, Pergola, Salvanigo,Someana, Travaina, Tuee, Vescia.

Allastatuina di San Giuseppe, collocata nella“capeleta de Sumeana”, capitò qualcosadi incredibile. Negli anni ‘50 un signoretornisco che aveva un ampio terrazzamentoproprio sopra la cappellina ungiorno di giugno si mise a falciare l’erbache era abbondantemente cresciuta.

Il cielo era sereno e quindiil lavoro si poteva fare seriamente. L’erba falciata venne poi sparsasul terreno per asciugare, maall’improvviso si mise a piovere. Il proprietario,noto anticlericale,si mise ad imprecaree raggruppò inmucchi l’erbatagliata.

Ma il cieloquel giornoaveva vogliadi scherzaree riapparì ilsole più belloche mai. Terminata la nuova operazione di diradamento dei mucchi, tuoni e lampi riportarono la pioggia.

L’uomo, sconsolato e inviperito, ebbe la sensazione che dietro a tutto questo ci fosse un mandante. Armato di falcetto e di tanta rabbia iconoclasta, scese fino all’ingresso del tabernacolo, prese la statuina di San Giuseppe e con un solocolpo, gli tagliò la testa.

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